dolore alla spalla

“Non dormo per il dolore e non riesco più ad allacciare il reggiseno, né a pettinarmi“.
E’ un problema identificato con il termine desueto di “periartrite scapolo omerale”.
Per analizzare questo fenomeno e capire come intervenire, è fondamentale conoscere la bio-meccanica di una articolazione particolare ed unica nel suo genere: la spalla.


Il cingolo scapolare è la struttura piu mobile e complessa del corpo umano.
Le azioni che il braccio può compiere sono la flessione, l’estensione, l’adduzione, l’abduzione, la rotazione interna e la rotazione esterna che nell’insieme permettono un ampio range di movimento agli arti superiori.
Nei movimenti di flessione-estensione, il braccio, da una posizione neutra in cui le mani sono lunghi i fianchi, è portato in alto davanti al corpo, o indietro, seguendo una traiettoria sull’asse trasversale, come avviene ad esempio quando si afferra un oggetto posto in alto davanti a noi. Nell’abduzione e adduzione il braccio compie un movimento di allontanamento o avvicinamento al tronco sull’asse antero-posteriore, come può essere il gesto di unire entrambe le mani al di sopra della testa a gomiti estesi. Infine la rotazione interna ed esterna avviene lungo l’asse longitudinale e ci permette di portare la mano dietro la schiena o dietro la testa. La combinazione di questi movimenti permettono al braccio di muoversi su tre assi e descrivere un'ampia e particolare traiettoria, definita “circonduzione”, che assomiglia ad un cono irregolare il cui vertice è posto nell’articolazione della spalla.
Per comprendere l’unicità di questa articolazione, è sufficiente comprendere che l’omero è sorretto dalla scapola, la quale partecipa in tutti i movimenti ed è fissata al corpo non da classiche articolazioni, ad eccezione della clavicola che si articola con lo sterno, ma è tenuta in sede da vari gruppi muscolari che hanno origine dal rachide.
Questa semplicistica analisi può spiegare la delicatezza della struttura, la cui funzionalità è garantita da un lavoro sinergico dei muscoli, tra i quali la famigerata “cuffia dei rotatori” che garantisce stabilità dinamica al complesso.

spalla

Movimento di circonduzione della spalla sui tre assi.

 

Perché la spalla può fare male?
Le cause sono tante, il dolore può avere origine da una caduta, ma può anche instaurarsi senza apparenti ragioni.
Nell’adolescente la cause più frequenti di dolore sono legate alle attività sportive che possono portare ad infiammazione di tendini e borse, oppure a ipersollecitazioni o traumi che possono determinare instabilità. La stabilità della spalla è assicurata di norma da capsula, legamenti e da una corretta funzione muscolare; una qualsiasi alterazione dei mezzi di contenzione può comportare l’instaurarsi di dolore.
Nell’adulto le cause di dolore sono generalmente legate all’usura della spalla o ad un sovraccarico di lavoro, in cui giocano un ruolo determinante la postura, i movimenti ripetuti tante volte nell’arco della giornata, per esempio quelli lavorativi, o il mantenimento di posizioni fisse. Il dolore molto spesso scaturisce da una compressione delle strutture molli che dà luogo ad una infiammazione che può nel tempo cronicizzarsi e portare a calcificazioni o lesioni di vario grado della cuffia dei rotatori, a loro volta causate anche da fattori anatomici ossei predisponenti.
Altre cause sono l’artrosi, i tumori, diverse patologie viscerali che possono manifestarsi con dolore riferito ed infine alcuni fattori che possono instaurare la capsulite adesiva, conosciuta anche con il termine "spalla congelata".

Come procede il fisioterapista?
Dal momento che il dolore ha una eziologia multifattoriale è fondamentale la diagnosi, che si redige attraverso l’anamnesi, che può aiutare a capire il motivo di insorgenza del dolore, l’ispezione visiva, con la quale è possibile analizzare asimmetrie ed atrofie muscolari, e la palpazione, che aiuta a ricercare punti di maggiore dolorabilità. Tutto ciò è importante per escludere che il problema alla spalla possa derivare da altro, come ad esempio una neuropatia dovuta alla compressione delle radici nervose a livello cervicale o del nervo nel piccolo spazio dello stretto toracico. E' necessario sempre valutare, attraverso i test, i riflessi e la forza muscolare, la sensibilità, eventuali problemi di instabilità della spalla, nonchè la presenza di compressione a carico dei tessuti molli che può dar luogo ad una problematica, come detto molto frequente, denominata “sindrome da conflitto" o "impingement”.
I risultati di queste valutazioni permettono di capire l’origine del problema, che si manifesta sempre con dolore e limitazione dell’articolarità, anch’essa da analizzare attentamente per impostare un corretto piano teraupetico.
Per la riabilitazione esistono dei protocolli da applicare a secondo della problematica; a volte infatti sono necessari interventi chirurgici, come nel caso di lussazioni recidivanti, lesioni dei tendini, fratture e protesizzazioni, dove bisogna tener conto delle controindicazioni a determinate manovre che possono risultare pericolose.
In linea generale, è importante risolvere nel periodo acuto l’infiammazione, anche con l’ausilio di macchinari elettromedicali, e procedere via via al recupero della muscolatura e del completo arco di movimento del braccio; gli esercizi di stretching e di rinforzo muscolare sono fondamentali per ripristinare una corretta bio-meccanica di una articolazione che, come si è detto, è influenzata in modo particolare dell’azione dei muscoli.
Quasi sempre, si riesce a recuperare totalmente la funzione in un arco di tempo che varia in base al problema.

 

esercizi spalla

Alcuni esercizi di rinforzo muscolare per il recupero della funzionalità della spalla.