riabilitazione cardiaca

Ruoli importanti sono rivestiti dalla riabilitazione cardiovascolare, respiratoria e del pavimento pelvico. Si tratta di terapie, spesso indispensabili o salvavita, rivolte a persone che hanno problemi cardiocircolatori, che soffrono di malattie croniche dell’apparato respiratorio o che presentano incontinenza, stipsi o disfunzione sessuale.


La riabilitazione cardiovascolare è definita come la somma degli interventi richiesti per garantire le migliori condizioni fisiche, psicologiche e sociali in modo che i pazienti con cardiopatia cronica o post-acuta possano conservare o riprendere il proprio ruolo nella società. L'obiettivo è ridurre i sintomi legati alla malattia e prevenire i rischi di nuovi eventi cardiovascolari, al fine ultimo di migliorare la qualità della vita dei pazienti, invitati comunque ad eliminare ogni fattore di rischio, quali fumo ed abitudini alimentari errate. Per tali ragioni, in un programma di riabilitazione, è presente il fisioterapista, lo psicologo, il dietologo, l'assistente sociale e, naturalmente, cardiologo e, all'occorrenza, altri specialisti. La riabilitazione si basa su un'attività fisica programmata, adeguata ed aerobica che, prudentemente somministrata una volta superata l'emergenza cardiaca, dovrà essere svolta per tutta la vita.
La relazione tra attività fisica e salute è ben nota fin dall'antichità; oggi sappiamo che l'allenamento permette al cuore di lavorare con un dispendio energetico minore, che si traduce in una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa; l'esercizio fisico riduce i fattori di rischio ed influenza il metabolismo perchè corregge il rapporto tra colesterolo buono e cattivo, previene la formazione di trombi nel sangue e normalizza la glicemia.
Il programma è personalizzato e, dopo una valutazione clinica e strumentale, si stabilisce la durata, la frequenza e l'intesità dell'esercizio che dovrà essere tale da produrre un incremento dell'allenamento fisico in misura proporzionale con il grado di tolleranza allo sforzo. E' fondamentale monitorare la frequenza cardiaca durante l'esercizio, che dovrà essere tra il 50 e l'80% della frequenza massima raggiunta al test ergometrico, controllando sempre che non sopraggiungano eventi o segnali sfavorevoli che suggeriscono la sospensione della seduta.

test da sforzo

Elettrocardiogramma da sforzo su cicloergometro, detto comunemente test da sforzo.

 

La riabilitazione respiratoria ha lo scopo di riportare i pazienti affetti da malattia polmonare cronica ad uno stile di vita soddisfacente. Non è curativa, tuttavia può ridurre una parte della disabilità. E' indicata per persone affette da insufficienza respiratoria di qualsiasi causa e non ha molte controindicazioni ad eccezione dei criteri di esclusione, quali la persistente abitudine al fumo. Dell'equipe riabilitativa fanno parte lo specialista in malattie dell'apparato respiratorio, il coordinatore del progetto, il dietologo, lo psicologo, l'infermiere ed i terapisti della riabilitazione.
Una volta incluso nel programma, il paziente, viene sottoposto ad una batteria di esami che valutano la severità del problema e forniscono elementi per impostare il piano teraupetico; tra questi ci sono i test da sforzo, necessari per valutare la tolleranza all’esercizio, e le prove di funzionalità respiratoria quali spirometria ed emogasanalisi.
La riabilitazione ha quattro cardini: educazione, allenamento degli arti, esercizi respiratori e fisioterapia toracica.
Al paziente verrà spiegato come gestire la malattia e quali sono le abitudini da adottare e quelle da evitare.
L'attività fisica, come l'allenamento degli arti, non migliora la funzionalità polmonare, tuttavia incide positivamente sulla disabilità agendo sulla capacità areobica e sulla muscolatura periferica con benefici anche psicologici.
Gli esercizi respiratori, eseguiti anch'essi con la supervisione dal fisioterapista, agiscono invece in modo diretto sulla funzionalità respiratoria e sono in grado di ridurre la dispnea ed aumentare la tolleranza all’esercizio fisico; sono tecniche di controllo, quali la respirazione diaframmatica e la respirazione a labbra socchiuse.
Infine la fisioterapia toracica comprende una serie di tecniche per facilitare la clearence delle secrezioni dalle vie aeree; tra queste vi sono il drenaggio posturale, le percussioni toraciche e le vibrazioni delle vie aeree.
La combinazione di queste tecniche ha evidenza scientifica ed ha effetti clinici positivi nei pazienti con malattie respiratorie, riducendo la dispnea e la tolleranza all'esercizio fisico.

respirazione diaframmatica

Esercizi di controllo della parete addominale durante la respirazione diaframmatica.

 

La riabilitazione del pavimento pelvico è un insieme di programmi mirati a migliorare disfunzioni, sintomi, disturbi o altre condizioni che possano interferire o condizionare l’attività urinaria, fecale o sessuale. La presa in carico del paziente è globale e, a secondo della problematica, partecipano al programma diverse figure mediche, tra le quali urologi, colon-proctologi, ginecologi,  sessuologi, psicologi e riabilitatori, come il fisioterapista.
Il pavimento pelvico è un insieme di strutture (muscoli, legamenti e fasce) che si estende dal pube al coccige ed ha la funzione di sostenere gli organi pelvici e addominali, cosi che si mantengano nelle loro posizioni, e di permettere la continenza urinaria e fecale, nonché di garantire la funzione sessuale, grazie all'attività muscolare.
Un deficit della muscolatura del pavimento pelvico, infatti, è correlato con la presenza di prolassi, nella donna, e con incontinenza urinaria, fecale e stipsi; possono manifestarsi problematiche dovute ad una insufficiente capacità contrattile (come nell'incontenenza da sforzo, frequente dopo il parto, che si genera quando un improvviso aumento della pressione intra addominale non viene contrastato da una adeguata contrazione della muscolatura del pavimento pelvico), ad un aumento del tono muscolare (come nell'incontinenza da urgenza, dove l'iperattività del detrusore può produrre perdita di urina associata ad intenso e improvviso stimolo minzionale), o ad una scarsa coordinazione tra i muscoli (una incoordinazione ano-rettale può comportare stipsi e incontinenza fecale).
La riabilitazione comprende programmi educativi volti a modificare comportamenti che possono influire sull’attività urinaria, fecale e sessuale; spesso è associata ad altre strategie, quali l'agopuntura. Il cardine della riabilitazione è però la fisioterapia, che analizza e corregge eventuali cause che possono agire indirettamente sul pavimento pelvico (ad esempio la postura), ed agisce direttamente sulla muscolatura grazie a specifiche tecniche riabilitative.
Il terapista, inoltre, può far ricorso a macchinari che stimolano attività e funzione del pavimento pelvico (come la Stimolazione Elettrica Funzionale) e strumenti, quali il Biofeedback, che danno al paziente informazioni sui processi biologici di cui non si è sufficientemente consapevole, facilitando presa di coscenza e apprendimento.

sonde rettali e vaginali

Sonde rettali e vaginali utilizzate per la stimolazione elettrica ed il biofeedback.

 

Concludo l'ampia panoramica sugli ambiti, ricordando che il fisioterapista è un professionista sanitario obbligato da legge al conseguimento di crediti formativi; egli può, e deve, attraverso il programma di Educazione Continua in Medicina (ECM), partecipare a corsi di aggiornamento che gli permettono di crescere ed esercitare in ambienti anche diversi da palestre e studi medici, quali la piscina (idrochinesiterapia) o i maneggi per cavalli (ippoterapia).
La fisioterapia, inoltre, trova applicazione nel settore estetico, ad esempio per problemi di cellulite o, in generale, laddove vi è ristagno di liquidi, come nel caso di edemi e linfedemi dove sono utili massaggi venosi e linfodrananti.


E, a proposito di massaggi, è bene finire da dove si era iniziato nel capitoletto di introduzione...
...il fisioterapista è anche un massaggiatore qualificato e se lo scopo è rilassare, sa come farlo !!!

 

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